Intervista sulla rivista “Sala Operatoria”

Stop Hunger Now - sala operatoria

Sala Operatoria - Rivista trimestrale di sanità e professione della Johnson & Johnson Medical SpA
Intervista a Roberta Baldazzi, Program Manager di Stop Hunger Now Italia

 

Dott.ssa Baldazzi, dal 1998 Stop Hunger Now è impegnata a livello globale nella lotta alla fame del mondo. In che modo l’associazione fornisce il suo supporto alle popolazioni più bisognose?

Una domanda come questa merita sicuramente più risposte, per quanto concerne i destinatari degli aiuti, mi preme ricordare che la nostra priorità è l’infanzia. Ad essa ci rivolgiamo attraverso il sostegno a progetti di scolarizzazione, ovvero offrendo ai bambini un pasto a scuola certi che l’educazione, ancor più del cibo, contribuirà nel tempo alla riduzione del fenomeno della malnutrizione ed al raggiungimento di quello che è il nostro obiettivo: un mondo senza fame. Gli aiuti in sé nascono grazie al PROGRAMMA DI CONFEZIONAMENTO - elemento distintivo della nostra attività - che si traduce nell’organizzazione di eventi nel corso dei quali squadre di volontari si mettono all’opera assemblando pochi e semplici ingredienti ed arrivando a produrre in poche ore migliaia di razioni di cibo. Un’esperienza divertente e coinvolgente ideata per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema, esigenza per noi altrettanto importante poiché sino a quando il dramma della morte per fame non risulterà insopportabile anche a coloro che non lo vivono, non possiamo davvero sperare di vincere la nostra guerra.

Nel luglio 2012 è arrivata anche nel nostro Paese Stop Hunger Now Italia ONLUS, il primo presidio europeo dell’associazione. Quali sono le motivazioni che hanno portato l’organizzazione internazionale a scegliere l’Italia come punto di riferimento per tutta l’Europa?

In realtà è accaduto esattamente l’opposto, è l’Italia che ha scelto Stop Hunger Now. In genere le sedi internazionali vengono attivate per garantire la presenza dell’associazione nei territori in cui c’è la necessità di un rapporto diretto, sia per convogliare più velocemente gli aiuti che per strutturarli sulla base delle effettive esigenze della popolazione. Così sono nate le sedi nelle Filippine, in Malesia, India, Sud Africa e Perù. Nel nostro caso il presidente dell’associazione dopo aver partecipato per caso ad un evento di confezionamento negli Stati Uniti, è rientrato in Italia con la ferma determinazione a portare anche qui quell’esperienza e così ha avuto inizio questa fantastica avventura.

In linea con gli obiettivi da perseguire, Stop Hunger Now Italia ONLUS ha scelto di recente come partner Johnson & Johnson Medical, azienda leader nel settore dei dispositivi medici, per promuovere un’attività finalizzata alla realizzazione di un numero significativo di pasti da destinare a bambini che vivono in Paesi disagiati. Ci può raccontare com’è nata la collaborazione con un’importante multinazionale come Johnson & Johnson Medical? Qual è il punto in comune tra due realtà che, almeno all’apparenza, operano in settori diversi?

Tutto è cominciato nell’autunno del 2014, quando una semplice telefonata ci ha annunciato il desiderio dell’azienda di inserire nel corso dell’annual meeting un evento di confezionamento dedicato all’intera rete di vendita. Ciò che ne è seguito, tra una notte insonne e l’altra, è stata una bellissima collaborazione con un team di professionisti da cui abbiamo imparato tanto e con i quali abbiamo organizzato il primo nostro grande evento. 350 volontari e tanto entusiasmo e partecipazione per un risultato altrettanto importante: 75.000 pasti destinati a diversi centri di accoglienza del Burkina Faso, uno tra i paesi più poveri dell’intero continente africano, in cui oltre il 56% della popolazione vive con poco più di un euro al giorno e oltre la metà dei bambini non ha accesso all’istruzione. Rispondendo alla sua seconda domanda, il punto in comune che vedo tra le nostre due realtà è l’impegno per la dignità della persona. J&J Medical attraverso gli sforzi rivolti al miglioramento della qualità della vita, Stop Hunger Now nel cercare di garantire una vita dignitosa a chi diversamente potrebbe solo sperare di sopravvivere.

L’attività di confezionamento pasti realizzata al fianco di Johnson & Johnson Medical è stata promossa nell’ambito dell’ultimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia (SIC) dello scorso ottobre. Come mai questa scelta? Cos’hanno in comune la chirurgia e gli aiuti umanitari?

Potrei illustrarne diversi, ne cito uno, di certo il più autorevole: FAME ZERO e SALUTE E BENESSERE sono rispettivamente i punti 2 e 3 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile adottata il 25 settembre 2015 dalle Nazioni Unite. In comune hanno quindi un importante impegno e tanta strada ancora da percorrere, ci auspichiamo insieme!

Quali risultati ha generato la partnership con Johnson & Johnson Medical, in termini di confezioni alimentari prodotte e di coinvolgimento di chirurghi e dipendenti dell’azienda?

Ancora una volta un’esperienza inedita, 20.000 razioni prodotte nell’arco dell’intero Congresso grazie al coinvolgimento gli ospiti dello spazio J&J, per l’occasione Ambasciatore del Progetto SHN in un ambito sicuramente non uso a queste iniziative. Una grande opportunità di visibilità ed un’iniziativa coraggiosamente voluta da un’azienda che ancora una volta ha saputo dimostrare la propria sensibilità.